19 luglio 2010

Venerdì scorso è stata la giornata più vitale dall’inizio del 2010. Se ci penso mi viene da piangere. Sono andato al mare. Ho guidato per la prima volta in quattro anni di patente fino a Mattinata ed ero emozionato come un bimbo sull’autoscontro. Con me c’era Frangulto e un’amica di Frangulto che, adesso, non saprei se considerare amica a mia volta. Frangulto è un ragazzotto molto intelligente ma anche molto confuso, tanto che a volte appare meno intelligente. La sua amica mi è sembrata poco intelligente ma anche talmente lucida che ogni cazzata, fatta da lei, acquistava miracolosamente un senso e una liceità. Lui e lei, i profili psico-biologici di Adamo ed Eva. Io, ovviamente, facevo la parte di Dio, che, per inciso, mi veniva anche molto bene. A un certo punto gli ho chiesto proprio “ma state insieme?”. Hanno risposto no. Come da copione biblico. In effetti, a ben guardare, se Frangulto avesse nutrito attrazione per l’amica, non si sarebbe fatto spalmare sette volte la crema antiscottatura sulle spalle da lei, perché la sua reazione psicobiologia all’innamoramento, a una certa, gli avrebbe bucato il costume e procurato disagio davanti a me (cioè ‘Dio’). Dal momento che la foglia di Adamo è rimasta integra e immobile, fino alla fine della giornata marittima, presumo che Adamo ed Eva fossero, a ragione, soltanto buoni amici.

La sera di venerdì, invece, sono stato a cena con i miei vecchi compagni di classe, quelli del Sacro Cuore. Vecchi amici, vecchi amori, vecchi ricordi, mai abbastanza vecchi, a dirla tutta. Noi, quelli del Sacro Cuore, una rivisitazione scolastica del Cottolengo torinese, siamo cambiati. Kaya non sapeva l’italiano e ora parla lo spagnolo meglio di Shakira, pur essendo, Kaya, italianissima. Tra l’altro Kaya è anche più carina di Shakira. Le consiglierei di cantare. Ermìgono si faceva dieci canne al giorno. Oggi se ne fa venti in due ore, però con qualche esame di economia in più sullo statino. Manfrini ha finalmente trovato una lozione per bloccare l’incalzante calvizie di cui era vittima. Romualda dice che è sempre depressa ma, almeno, venerdì sera, quando ce l’ha detto, gli è scappato un sorriso. Kvylda ha lasciato l’amore della sua vita, un naziskin bianco, e adesso sta con un ebreo di colore a Pavia, o Padova o Panormo o Parma, non mi ricordo precisamente. Flusky non è più vergine. Pimpa vorrebbe tornare ad esserlo, vergine. Rosmunda si è lavata i capelli. Bricco ha imparato a tagliare la pizza e non ordina più marinara. Insomma, grandi progressi. C’era anche Kosha, con le solite perle di Allah a strapiombo sulle tette. Sarà che con Kosha mi vedo più spesso, ma mi sembra la stessa, non un grammo di più (anche perché scoppierebbe), non un grammo di meno (il perché non lo so). C’era anche Frangulto che quella sera, inaspettatamente, ha ammesso di essere molto confuso, guadagnando subito in intelligenza. E poi c’ero io, o almeno credo. Tutti ci scambiavamo ricordi e i ricordi erano così tanti che noi stessi sembravamo i fantasmi di quello che era stato. Agghiacciante.

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.