12 aprile 2010

Quasi mai faccio tardi alle lezioni ma oggi era l’ultimo giorno utile per pagare la bolletta del telefono. Mi reco alle poste di gran carriera, che il tabaccaio sotto casa non sa dare il resto e io ho la matofobia. Il giorno dei pagamenti, il pay-day – che suona un po’ come il mayday dello studente fuori sede che sente precipitarsi di colpo nel baratro della miseria – è, insomma, l’unico giorno in cui il rischio di arrivare a lezione, se non in ritardo, quantomeno trafelato, è piuttosto una certezza che veste speranza. Come volevasi dimostrare, faccio un quarto d’ora di ritardo a una lezione. Alla stessa lezione, Alfa, specialista in ritardo cronico dell’ora comoda, contro ogni aspettativa, giunge prima di tre quarti d’ora rispetto al solito, uno spicchio di orologio dopo l’inizio della lezione, nonché spicchiaccio di tempo per trovare uno spicchietto di parcheggio a Piazzale Aldo Moro.

Io e Alfa ci conoscemmo una di quelle serate festaiole a casa di boh, che a una certa vorresti anche dire è stato bello, però mo tizzoni e carboni, ognuno ognuno a casa propria (sentenza popolare foggiana che sta per “vorrei invitarVi a congedarCi tutti adesso”) e in cui, invece, alla fine, dolente, nolente, sonnolente, rimani. Rimani invischiato, rimani intrappolato, rimani perchè non hai la macchina – fondamentalmente – e colui che (quando la luna bucava ancora la volta celeste) ti aveva promesso il passaggio di ritorno, scopri con orrore che ora (ora ormai sta per albeggiare) sembra che non respiri più, sembra più vino che sangue, più morto che in coma, più merda equina che guano uccellare.

Conclusione, il professore oggi non c’è, oppure non riesce a trovare parcheggio a Piazzale Aldo Moro giacché Alfa, la prima volta in due anni, gli ha fregato il posto, quindi io e Alfa ci troviamo a conversare amabilmente sulla vita e sul futuro – tipico argomento dei giovani universitari antifascisti – pei colli sapienzini. Più che Berlusconi oggi Alfa boicotta le canne. Che, a conti fatti, hanno lo stesso principio attivo di Silvio. Già, perché Alfa vorrebbe smettere di fumarsi le canne ma proprio non ci riesce. E così pure quelli che hanno votato una volta Berlusconi: non riescono a smettere più neanche loro. Strano però. Da un lato le canne non dovrebbero creare dipendenza e dall’altro Berlusconi non starebbe creando la democrazia.

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